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Sagre, Confcommercio "il Comune faccia rispettare il regolamento"

Molti degli eventi al vaglio della Commissione sagre istituita dal Comune di Arezzo non rispettano il regolamento fissato l’inverno scorso, in particolare per quanto concerne il menù, che continua ad essere onnicomprensivo quasi come in un ristorante. La vicedirettrice dell’associazione di categoria Catiuscia Fei: “basta deroghe, il regolamento c’è e va rispettato. Sulla questione sagre vanno messi dei punti fermi prima che la situazione precipiti nuovamente nel caos. Lo dobbiamo ai tanti operatori professionali che hanno fatto della ristorazione un’attività economica che dà lavoro a tante persone e crea ricchezza sul territorio”.

Catiuscia FeiConfcommercio torna sulla questione delle sagre, proprio nei giorni in cui l’apposita Commissione istituita all’inizio del 2016 dall’Amministrazione Comunale dovrebbe approvare il calendario 2017 di sagre e feste paesane. “Molti degli eventi al vaglio della Commissione non rispettano il regolamento fissato dal Comune”, fa sapere la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei, “in particolare per quanto concerne il menù, che continua ad essere in molti casi onnicomprensivo e a contemplare piatti poco legati al territorio e niente affatto tipici, come la pizza. Per il 2016, in deroga, il Comune aveva consentito agli organizzatori delle sagre di servire la pizza margherita, con l’obbligo però, a partire dal 2017, di rispettare rigorosamente quanto stabilito. Le sagre non sono ristoranti, devono limitarsi a valorizzare il piatto o il prodotto a cui sono dedicate, con poche aggiunte. La proposta di venire meno a questo non ci trova assolutamente d’accordo”.

“È importante che ora il Comune non deroghi più alle regole stabilite, perché sulla questione sagre vanno messi dei punti fermi prima che la situazione precipiti nuovamente nel caos. Lo dobbiamo ai tanti operatori professionali che hanno fatto della ristorazione un’attività economica che dà lavoro a tante persone e crea ricchezza sul territorio”, precisa Catiuscia Fei, “non accettiamo questo dietrofront del Comune e ci riserviamo di intraprendere azioni di protesta mobilitando gli imprenditori dei pubblici esercizi”.

Quello della somministrazione parallela è da sempre un nervo scoperto per i pubblici esercizi, acuito dagli anni di crisi, dalla pressione fiscale e dagli eccessi burocratici che gli operatori sono costretti a sopportare e che sembrano invece non toccare sagre&Co. “Non si capisce perché alcuni organizzatori di sagre pretendano di essere trattati come operatori professionali solo quando si tratta di coglierne le opportunità, salvo poi tirarsi indietro quando si tratta di pagarne gli oneri, vedi tasse, costo del lavoro ed altro ancora”, sottolinea la vicedirettrice della Confocmmercio aretina.

Il percorso di normalizzazione delle sagre, secondo l’associazione di categoria, va ancora completato ad Arezzo, anche se qualche passo avanti è stato fatto: “il regolamento approvato l’inverno scorso, che ha finalmente posto paletti come la durata massima degli eventi o i vincoli al menù, è stata una conquista. Perché a pochi mesi di distanza qualcuno si ostina a far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta?”, si chiede la Fei. “Se gli organizzatori di sagre, anziché alzare barricate, comprendessero il valore di una spinta decisa verso la tipicità, il comparto degli eventi farebbe un vero salto di qualità puntando all’eccellenza e diventando fiore all’occhiello per tutto il territorio, aziende comprese”.

Confcommercio chiede poi conto al Comune della proposta, accettata in via preliminare, di ridurre la Tari ai pubblici esercizi in maniera proporzionale alla durata complessiva delle sagre sul territorio comunale.

 

(07 dicembre 2016) © RIPRODUZIONE RISERVATA