Arezzo Impresa, Economia, Cultura e Territorio
L'INDAGINE

Novecentomila toscani in viaggio per le feste

L’80% resterà in Italia per festeggiare il Natale con la famiglia e i parenti nei luoghi d’origine, oppure per trascorrere qualche giorno di vacanza fuori casa, soprattutto tra San Silvestro e la Befana. Tre le mete preferite dai toscani: neve, città d’arte e centri termali. Il 15% andrà invece all’estero, tra capitali europee e mari del sud. Ma l’attentato di Berlino potrebbe influire negativamente sulle prenotazioni last minute. A viaggiare di più i turisti individuali, tra i quali sempre di più si vedono single e genitori separati con figli al seguito. Uno o due notti la durata media del soggiorno, in contrazione rispetto agli ultimi anni. Fra le strutture ricettive preferite quelle dotate di area relax e posizione logistica centrale.

Saranno circa novecentomila i toscani che si metteranno in viaggio nei prossimi giorni, per passare il Natale con la famiglia e i parenti nei luoghi d’origine, oppure per trascorrere qualche giorno di vacanza fuori casa, soprattutto tra San Silvestro e la Befana. Lo conferma l’indagine a campione condotta da Confcommercio Toscana e Fiavet (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo) tra le agenzie di viaggio della regione.

L’80% di chi partirà resterà in Italia, scegliendo una meta fra le tre destinazioni preferite in questo momento dell’anno: neve, città d’arte o località termale. Il 20% andrà invece all’estero, privilegiando le capitali europee (gettonate dal 60% delle persone) o luoghi caldi di mare come i Caraibi e l’Oceano Indiano.

“Quanto accaduto a Berlino, tuttavia, potrebbe convincere chi prenota all’ultimo momento ad abbandonare l’idea di uscire dai confini nazionali”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “l’insicurezza pesa sul turismo come sull’economia in generale”.

A viaggiare di più in questo periodo sono i turisti individuali. Sempre di più, in questo segmento, i single e i genitori separati con figli al seguito. Molto marginali, invece, i gruppi organizzati. “Il calo invernale del turismo organizzato è fisiologico, ma la verità è che il segmento è in crisi tutto l’anno“, dice il presidente di Fiavet Jacopo De Ria, “da una parte c’è che viaggia meno perché ha meno soldi, dall’altra chi ha soldi preferisce vacanze personalizzate, lontane dal pericolo della massificazione. Questo spiega perché a partire sono gruppi sempre più piccoli: una volta si viaggiava intorno alle 50 persone, oggi si arriva a malapena a 20. Condizioni in cui diventa davvero difficile per un’agenzia coprire i costi senza alzare le tariffe”.

La vacanza di fine anno si conferma uno “short break”, ovvero una fuga breve dalla solita quotidianità: la durata media del soggiorno sarà infatti di uno o al massimo due notti, in contrazione rispetto agli ultimi due anni quando arrivava fino a tre notti. Alcuni le trascorreranno nelle seconde case o a casa di parenti. Chi invece soggiornerà in una struttura ricettiva la sceglierà possibilmente con un’area relax (spa compresa) o con una posizione logistica centrale, per esempio nel cuore di una città d’arte.

 

(21 dicembre 2016) © RIPRODUZIONE RISERVATA