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LA MANIFESTAZIONE

Imprese in piazza a Roma: Sangalli, "chiediamo rispetto, a rischio la pace sociale"

In una Piazza del Popolo gremita all'inverosimile da imprenditori di tutta Italia, si è svolta la manifestazione organizzata da Rete Imprese Italia "Senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro". Il presidente di Confcommercio: "senza consumi e senza riforma fiscale non c'e' futuro".

Il 18 febbraio Roma, in piazza del Popolo, si è tenuta "Senza Impresa non c'è Italia", la mobilitazione generale promossa dalle cinque organizzazioni aderenti a Rete Imprese Italia (Confcommercio,  Cna, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani), che ha visto la partecipazione di oltre sessantamila persone. Presente anche una delegazione di 500 operatori della provincia di Arezzo, partiti alla volta di Roma per aderire alla manifestazione. 

I presidenti nazionali delle cinque associazioni che rappresentano in Italia oltre duecentomila piccole e medie imprese di artigianato, commercio, turismo e servizi, sono sfilati sul palco per chiarire la posizione del sistema imprenditoriale nei confronti di un sistema di governo che anzichè valorizzarli come vera spina dorsale dell'economia nazionale, produttrice di ricchezza, occupazione e benessere, li mortifica con una serie di misure semrpe più vessatorie, dall'imposizione fiscale salita ormai alle stelle alla burocrazia farraginosa e inefficiente. 

L'intervento del presidente di Confcommercio Calo Sangalli è stato molto deciso: "Se per la prima volta nella storia d'Italia i nostri imprenditori sono qui in piazza così numerosi vorrà pur significare qualcosa". "Siamo qui – ha detto Sangalli - perché questa crisi ha lasciato e continua a lasciare cicatrici profonde sulla pelle delle nostre imprese. Troppi posti di lavoro sono stati persi e tanti colleghi e amici non ci sono più". Sangalli ha poi citato una frase di papa Francesco, "non ci faremo rubare la speranza": le persone che sono in questa piazza non si arrendono e non vogliono tirare i remi in barca ma – ha osservato Sangalli - non ci possono chiedere di remare sempre controcorente".

"I nostri problemi sono sempre quelli che ricordiamo: lavoro, credito consumi. Dobbiamo abbassare di un punto l'Irpef e abolire l'Irap. Ridiamo fiato ai consumi e ridiamo fiducia agli imprenditori riaprendo i rubinetto del credito". Inoltre ha osservato Sangalli, "dobbiamo combattere l'abusivismo e la contraffazione serve un nuovo sistema fiscale che venga incontro ai contribuenti".

"Ci sono alcuni momenti – ha sottolineato il presidente di Confcommercio - come le elezioni, dove noi siamo ricordati come il motore del Paese e dopo, improvvisamente, passata l'emozione elettorale, ritorniamo nel congelatore. Noi chiediamo rispetto perché meritiamo più rispetto. Ma come dobbiamo dirlo che non abbiamo più tempo e che è a rischio la pace sociale perché è pericoloso lasciare famiglie e imprese sull'orlo della disperazione". "Noi diciamo alla politica: fate i governi, la legge elettorale e le riforme costituzionali ma fate anche quelle riforme che servono alle imprese. Dobbiamo fare in modo che fare impresa non diventi una missione impossibile".

"Qualcosa è cambiato – ha concluso Sangalli - la politica non può più fare finta di niente. Se non riceveranno adeguate risposte dal nuovo Governo gli imprenditori sono pronti a scendere nuovamente in piazza, più numerosi e determinati di oggi".

(19 febbraio 2014) © RIPRODUZIONE RISERVATA