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Rossi: "nelle nostre macellerie solo carne di qualità"

Dopo il caso della carne di bovina infetta scoppiato nei giorni scorsi, interviene il presidente dell’Associazione Macellai Aretini Alberto Rossi: "vogliamo che sia fatta giustizia e che i colpevoli siano puniti. Noi piccoli macellai sappiamo da dove vengono i nostri prodotti e scegliamo ogni giorno la qualità. Non possiamo permettere che pochi infami senza scrupoli mettano in crisi un intero settore dove c'è gente onesta per cui lavorare con coscienza è ancora un obbligo morale, prima che un’imposizione di legge". Necessari più controlli per arginare la contraffazione: "un fenomeno troppo spesso trascurato e che investe ogni settore, dall'abbigliamento all'alimentazione fino anche ai medicinali".

I macellai aretini non ci stanno. L'inchiesta che in Italia ha stroncato un traffico carne di bovino infetta, commercializzata eludendo i controlli sanitari che la davano per sana, ha toccato anche la provincia di Arezzo e rischia ora di travolgere con il suo strascico di paura e diffidenza anche quanti nel settore lavorano da sempre con la massima onestà. Alberto Rossi

“Vogliamo che siano fatte subito chiarezza e giustizia, e vogliamo anche che siano resi noti nomi e cognomi delle persone coinvolte in questo scandalo", chiede con forza il presidente dell'Associaizone Macellai Aretini Alberto Rossi anche a nome dei colleghi. "Noi, nelle nostre macellerie, abbiamo fatto della trasparenza al consumatore e soprattutto della qualità dei prodotti i nostri fiori all’occhiello e non intendiamo in alcun modo sacrificare l’impegno di una vita di lavoro a delinquenti che agiscono senza scrupoli", sottolinea Rossi.

"Noi conosciamo personalmente i grossisti che ci riforniscono la carne, in molti casi anche gli allevatori. Si tratta di piccole realtà dove lavorare con coscienza è ancora un obbligo morale, prima che un’imposizione di legge, per cui siamo sicuri dei prodotti che sono sui nostri banchi. Questa vicenda" aggiunge il presidente dei macellai, "mette però in luce la necessità di aumentare i controlli sulla grande filiera, come la nostra categoria chiede da sempre. I problemi della contraffazione e dell’illecito che Confcommercio denuncia sono purtroppo trasversali a tutti i settori, dall’abbigliamento all’alimentazione e perfino ai medicinali, ma si fa ancora fatica a farne percepire tutta la drammaticità. Quello che è certo, è che bisogna isolare e punire i colpevoli: non si può più permettere che scandali come questo, oltre a mettere a repentaglio la salute, travolgano nel fango il lavoro onesto di tante persone serie”.

Rossi auspica anche un maggior coinvolgimento dei consumatori nella lotta alla contraffazione: "bisogna sensibilizzarli ai tanti pericoli che si celano dietro prezzi troppo bassi e offerte esagerate. Devono essere consapevole di ciò che acquistano, soprattutto quando si tratta di metterlo in tavola. la loro capacità di scelta può fare da ago della bilancia per ripulire il mercato da tanti fenomeni negativi". 

(12 giugno 2014) © RIPRODUZIONE RISERVATA