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"Dateci credito", le donne fanno appello alle banche

Venerdì 16 maggio alle ore 21 presso il Teatro di via Bicchieraia ad Arezzo primo appuntamento del ciclo di incontri voluti da Terziario Donna Confcommercio per aprire un dialogo fra banche e imprenditoria femminile, promuovendo l'alfabetizzazione sui temi di credito e finanza. Sul palco insieme alle presidenti di Terziario Donna regionale Anna Lapini e provinciale Elisa Cencini, ci saranno anche il direttore della filiale aretina del Monte dei Paschi di Siena Leo Lucisano, il direttore regionale di Centro Fidi Terziario Francesco Pela e la consulente ed educatrice finanziaria Rossana Giusti. Marinoni: “chiederemo a chi lavora dentro e con le banche i segreti per raggiungere l’obiettivo di dare liquidità e futuro alle imprese”.

Nel 2013 solo 8 imprese femminili su cento (nel 2012 erano 13 su 100) si sono rivolte ad una banca per avere credito. Le altre 92 non ci hanno neppure provato. E non certo perché non ne avessero bisogno. Semplicemente perché, per una donna al timone d’azienda, è più difficile non solo ottenere, ma addirittura chiedere ex novo o rinegoziare un finanziamento o un fido.

Per ovviare a questo “gap” di genere, che rischia di porre un freno alla competitività delle imprese femminili, il gruppo regionale Terziario Donna Confcommercio ha promosso una serie di appuntamenti dal titolo "Dateci credito. Come parlare alle banche, spiegato dalle banche".

Il primo si terrà ad Arezzo venerdì prossimo, 16 maggio, alle ore 21 presso il teatro Pietro Aretino, in via della Bicchieraia 32. Obiettivo della serata, condotta dal direttore regionale della Confcommercio Franco Marinoni, è aprire un dialogo tra le imprenditrici e gli esperti di credito e finanza, dai quali imparare come chiedere credito e, soprattutto, come ottenerlo.

Sul palco, insieme alle presidenti regionale e provinciale del gruppo Terziario Donna Confcommercio, Anna Lapini ed Elisa Cencini, ci saranno infatti il direttore della filiale di Arezzo del Monte dei Paschi di Siena Leo Lucisano, il direttore regionale di Centro Fidi Terziario (l’organismo creditizio del sistema Confcommercio) Francesco Pela e Rossana Giusti, consulente ed educatore finanziario. Saranno quindi gli esperti del settore a spiegare alle donne cosa serve per parlare alle banche nella maniera giusta: quali sono le informazioni che devono fornire, come devono scrivere il loro progetto, insomma come adeguarsi ai meccanismi di funzionamento degli istituti di credito.

“Spesso le imprenditrici si trovano in grande imbarazzo nell’affrontare il primo colloquio con una banca o la richiesta per rinegoziare un finanziamento. Qualcuna preferisce non farlo mai, delegando il compito a qualcun altro – spesso un uomo – oppure basandosi sempre e soltanto sulle proprie risorse economiche per affrontare la vita aziendale”, sottolinea la presidente della Confcommercio aretina Anna Lapini. Lo conferma anche l’Osservatorio sul credito Confcommercio: le imprenditrici chiedono credito meno spesso degli imprenditori maschi e, tra quelle che fanno domanda, si registra una percentuale più elevata di risposte negative. Quando il credito viene concesso, inoltre, il tasso di interesse risulta più alto e più spesso vengono richieste garanzie.

“In Italia l’alfabetizzazione sui temi del credito e della finanza è ancora molto scarsa in generale, sia tra gli uomini sia tra le donne”, spiega il direttore della Confcommercio Franco Marinoni, “è vero però che per le donne è un punto particolarmente debole. Venerdì non indagheremo sui perché, su quali barriere culturali o psicologiche impediscano alle donne di accedere al credito, perché si tratta di un argomento molto vasto al quale abbiamo dedicato altri approfondimenti. Piuttosto, ci interessa cercare di rimuovere questi ostacoli. Così, abbiamo chiamato sul palco degli addetti ai lavori, il titolare di una banca, il direttore di un centro fidi, una consulente finanziaria, ai quali non chiederemo tanto un parere sulle disparità di comportamento delle imprenditrici o di trattamento da parte delle banche, quanto piuttosto li inviteremo a spiegare, senza troppi tecnicismi, con un linguaggio adeguato e comprensibile, alcuni fondamenti del loro mondo, senza il quale le imprese a volte sono condannate a remare controcorrente. Si tratta di una discussione tipo talk show, eventualmente con qualche domanda dalle imprenditrici presenti in sala. Per tutti, anche per chi non ha un’impresa, un’opportunità per capire di più e meglio di una parte così importante della nostra economia”.

(14 maggio 2014) © RIPRODUZIONE RISERVATA