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Alcolici ai minori, Confcommercio invita gli esercenti a fare attenzione alle regole

Dopo la riunione con il Questore di Arezzo, che ha annunciato un giro di vite nella lotta contro l'abuso di alcol, la Fipe-Confcommercio torna sulle regole che disciplinano la vendita di alcolici per raccomandare a tutti gli operatori di fare la massima attenzione.

Dopo la riunione con il Questore di Arezzo, che ha annunciato un giro di vite nella lotta contro l'abuso di alcol, la Fipe-Confcommercio torna sulle regole che disciplinano la vendita di alcolici per raccomandare a tutti gli operatori di fare la massima attenzione.

“L’abuso di alcol da parte dei giovanissimi, e non solo, sta assumendo risvolti pesanti anche nella nostra città”, ricorda il segretario provinciale di Fipe-Confcommercio Massimiliano Micelli , “è chiaro che si tratta di un fenomeno frutto di un disagio sociale più ampio, e che non sta certo a noi risolvere, ma per quanto è in nostro potere la categoria farà di tutto per cercare di arginarlo”.

“Per questo”, prosegue Micelli, “abbiamo confermato la massima collaborazione al Questore e ci dichiariamo pronti a isolare eventuali scorrettezze da parte degli operatori, ai quali ricordiamo che secondo la legge vigente è possibile servire alcolici all’interno dei locali a chi ha già compiuto 16 anni, mentre è possibile venderli per asporto soltanto a chi ha superato i 18. E, per evitare qualsiasi problema, nei casi dubbi la legge obbliga a chiedere l’esibizione di un documento di identità, a meno che la maggiore età non sia manifesta”.

“Purtroppo non sarà solo il rispetto di queste semplici regole a cambiare le cose, famiglia e scuola hanno in questo un ruolo certo più rilevante dei baristi. Ma è importante che tutti facciano qualcosa, per esempio sensibilizzando i giovani su tutti gli effetti dell’eccesso di alcol”, prosegue il responsabile della Fipe-Confcommercio aretina, che conta sul territorio provinciale circa mille iscritti. “Al proposito, va ricordato che la legge impone anche l’obbligo di esporre in maniera ben visibile dentro a bar, ristoranti, pub e discoteche le tabelle alcolimetriche, oltre a quello di dotarsi di etilometri per i clienti che ne facciano richiesta”.

“Vero è che, mentre quanto avviene nei pubblici esercizi è facilmente monitorabile, vi sono realtà più nascoste che sfuggono da qualsiasi controllo, come i locali abusivi o le feste private, dove l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti è la regola. Anche lì le forze dell’ordine sono chiamate ad intervenire con rigore. Solo così il giro di vite contro l’alcol potrà dirsi completo”, conclude Micelli.

 

(11 febbraio 2013) © RIPRODUZIONE RISERVATA