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CENTRO STORICO

Ad Arezzo scatta l'operazione bellezza tra i fondi del centro

La Confcommercio lancia alcune idee per preservare il decoro urbano nelle strade dove ci sono locali commerciali sfitti. Più attenzione a pulizia e manutenzione da parte dei proprietari e vetrofanie per promuovere la città. Si amplia così il progetto “Imprese al centro”, ideato dalla Confcommercio con il sostegno di Cna e Banca Etruria per riportare negozi e botteghe artigianali dentro le mura.

Scatta “l’operazione bellezza” nel centro storico di Arezzo. A proporla è la Confcommercio a margine del progetto “Imprese al centro”, che ormai da oltre un anno la vede impegnata insieme a Cna e Banca Etruria per riportare botteghe e negozi dentro la città murata. L’associazione di categoria ora intende presentare in Comune alcune idee per preservare il decoro urbano anche nelle aree dove la presenza di fondi artigianali e commerciali vuoti rischia di attirare il degrado. Un decadimento forse non subito evidente agli occhi di tutti, a volte molto lento, ma inesorabile. Si comincia con una saracinesca abbassata che diventa ricettacolo di immondizia, polvere e ragnatele. Poi, pian piano, l’ordinaria trascuratezza lascia spazio alla percezione di un luogo inospitale, da evitare nei percorsi quotidiani a piedi dentro la città. E a rimetterci sono anche le imprese che invece continuano a mantenere accese le loro vetrine proprio lì accanto.

“È un disagio che ci stanno segnalando molti operatori, non solo del centro storico ma anche delle periferie della città”, dice la presidente della Confcommercio aretina Anna Lapini, “purtroppo il fenomeno dei fondi sfitti è in triste aumento, ma basterebbe davvero poco per evitare che si trasformi in una minaccia all’immagine della città”.

L’operazione di “maquillage” parte da presupposti molto semplici: “pulizia, innanzitutto, dice la presidente Lapini, “per questo chiederemo all’Amministrazione di inserire nel Regolamento urbano una nuova norma che impegni i proprietari dei fondi a mantenerne puliti e decorosi i prospetti esterni, che spesso diventano un triste ricettacolo di sporcizia”.

Confcommercio lancia anche l’idea di un camuffare ad arte le vetrine vuote attraverso manifesti o vetrofanie colorate o, meglio ancora, che riportino le immagini delle principali emergenze storico-artistiche della città. “Basta con insegne, vecchi adesivi e cartelli scoloriti sulle porte chiuse. Basta coi vetri che mettono in mostra la desolazione degli interni vuoti. Perché non utilizziamo invece le vetrine dei negozi sfitti per una sorta di promozione di quanto c’è da vedere o fare nella nostra città? Potremmo anche trovare degli sponsor pubblici o privati per questa operazione, che diventerebbe una forma di pubblicità in vetrina”.

Non è solo questione di look e la presidente della Confcommercio ci tiene a sottolinearlo. “In gioco c’è il valore commerciale e immobiliare di interi pezzi di città. Gli operatori lamentano proprio come un fondo sfitto, quindi di una vetrina spenta e spesso sporca e maltenuta, crei un danno a tutte le attività ancora in essere, perché rappresenta l’avvio di una forma di degrado urbano e diminuisce il valore dell’area sotto tutti i punti di vista. Vale la pena di citare la teoria dei ‘vetri rotti’ resa famosa dell’ex Sindaco di New York Rudolph Giuliani: tollerare piccole trasgressioni, come appunto la rottura di un vetro o la sporcizia, senza applicare sanzioni e rimedi genera fenomeni di emulazione che innescano una spirale deleteria. Ma è un fenomeno che ha anche il suo contrario, perché bellezza e ordine richiamano bellezza”.

Il pacchetto di proposte legato ad estetica e pulizia aggiunge un nuovo elemento al progetto “Imprese al Centro”, ideato dalla Confcommercio nel 2012, in collaborazione con CNA e Banca Etruria, per favorire nuovi insediamenti di attività economiche e rivitalizzare la città murata. Il progetto consta già di un sito web (www.impresealcentro.it) con la mappatura dei fondi commerciali e artigianali sfitti e delle attività esistenti nella stessa zona, per favorire una distribuzione omogenea delle attività. Poi si avvale di una rete di professionisti in grado di affiancare gli aspiranti imprenditori nella fase di start-up e di mentoring; infine, da qualche mese, grazie al plafond messo a disposizione da Banca Etruria garantisce un finanziamento fino a 70mila euro per chi apre ex novo o trasferisce la propria attività in centro storico.

(18 ottobre 2013) © RIPRODUZIONE RISERVATA